Nowruz, 300 milioni di persone festeggiano l’arcaico “Capodanno persiano”

“Har ruzetan Nowruz, Nowruzetun Piruz”, (Ogni vostro giorno sia Nowruz, e il vostro Nowruz sia vittorioso). In Afghanistan, Azerbaijan, India, Iran, Kirghizistan, Kurdistan autonomo iracheno, Pakistan, Tajikistan, Turchia e Uzbekistan, questa frase persiana viene detta per celebrare la festa arcaica dell’equinozio di primavera, il Nowruz, il nuovo giorno, la componente culturale persiana piu’ potente che oggi sopravvive nel nostro mondo.

Nowruz o Nawruz, a seconda delle molteplici dizioni, viene festeggiato in forme differenti dalla Mongolia fino all’Albania, ma nella parte centrale di questa distesa geografica (le nazioni citate sopra), e’ sicuramente la festa piu’ importante dell’anno. Nel 2009 l’UNESCO l’ha inserita come parte del Patrimonio Intangibile dell’Umanita’, proclamando il 21 marzo “giornata mondiale del Nowruz”. È una festa bellissima e colorata. Le scuole e gli uffici chiudono per due settimane. Si scambiano auguri (Ayd-e Noruz Mobarak!) e regali (soprattutto banconote fresche di bancomat). Una sorta di Natale celebrato in primavera, dove tutto deve essere nuovo, nel segno della rinascita della vita dopo l’inverno.

Le radici storiche ed il significato

Il significato di questa festa, che per regola deve coincidere esattamente con l’equinozio di primavera, e’ molto semplice: “Nuovo Giorno” inteso come l’inizio della nuova stagione, la primavera, che distrugge l’inverno; le prime forme di questa festa, mostrano i reperti archeologici, erano gia’ presenti tra i sumeri nel 3000 a.C., quando raggiunsero la catena montuosa degli Zagros sull’altopiano iranico. Dopo l’avvento della religione zoroastriana (Zarathustra nasce nel 18esimo secolo avanti Cristo), il Nowruz diventa la piu’ importante festa zoroastriana. Nel dualismo “bene/male” tipico di questa religione, il Nowruz assume un colore sacro dato che e’ simbolo della vittoria della primavera sull’inverno, del calore sul gelo, della luce sulle tenebre. Ed e’ per celebrare questa festa che nel 518 a.C., Dario il Grande costruisce la citta’ di Persepoli, dove ogni anno i satrapi delle 24 province dell’impero persiano (dall’India fino alla Macedonia e l’Abissinia), si riuniscono per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Nel secolo 11esimo d.C., e cioe’ ben dopo l’islamizzazione del Medioriente, il matematico persiano Omar Khayyam realizza il calendario Jalali’ (oggi utilizzato in Iran e Afghanistan) che ha come anno zero l’anno dell’egira di Maometto, ma inizia proprio con il Nowruz, introducendo cosi’ un elemento importante della cultura pre-islamica in quella post-islamica. Tuttora il Nowruz costituisce la festa piu’ importante dell’anno in Iran, Afghanistan e alcune nazioni dell’Asia Centrale, ed e’ una festa nazionale per importanti minoranze come i parsi dell’India, i curdi o gli uiguri, anche se diversi governi hanno piu’ volte tentato di distruggere questa festa.

Curdi e uiguri   

Nowruz significa anche “vittoria del bene sul male” e tra i curdi rappresenta il vero e proprio collante (anche perche’ parlano tre diversi dialetti). In Turchia da diversi anni e’ stato proibito festeggiare il Nowruz e cio’ ha provocato scontri e problemi. In Cina la stessa proibizione e’ stata imposta ai musulmani uiguri, che parlano pure un idioma del persiano e nel corso dei secoli sono stati influenzati dalla cultura iranica. Nei primi anni del governo della Repubblica Islamica, in Iran, ci furono sforzi per limitare e abolire le festivita’ del Nowruz, ma la ferrea resistenza popolare, fece si’ che la festa zoroastriana rimanesse nel calendario ufficiale. Ancora oggi e’ la festa piu’ importante nel calendario dell’Iran e la nazione, si ferma per circa due settimane in occasione di essa.

Le tradizioni

Le pulizie generali delle case, la festa del fuoco (Chaharshambe’ Suri) nell’ultimo martedi prima del 21 marzo, l’allestimento della tavola delle sette “S” o Haft-sin, le visite a parenti ed amici, i pic-nic in natura, i viaggi ma soprattutto la celebrazione della rinascita della natura, sono le tradizioni piu’ importanti del Nowruz, trasversali attraverso piu’ nazioni come detto, anche se molto molto forti soprattutto in Iran, Afghanistan e Tajikistan, dove tra l’altro il persiano e’ la lingua ufficiale.

Nowruz e la politica

Tradizione importante del Nowruz e’ quella di fare pace con i nemici e questo concetto venne sfruttato acutamente da Barack Obama, che in occasione del Nowruz, ricordo’ ogni anno la festa alla Casabianca con un ricevimento per gli irano-americani, con la tavola delle sette “S” e con un messaggio video per l’Iran. Donald Trump ha abolito tutto cio’, ma dal 2010 i capi di Stato di Iran, Afghanistan e Tajikistan si incontrano nei giorni della festa per celebrarla insieme. Al palazzo di vetro di New York, il 21 marzo viene ricordato comunque,, in Iran la guida suprema ed il presidente fanno un discorso tv alla nazione subito dopo l’inizio del nuovo anno e in diversi paesi il Nowruz, e’ anche un opportunita’ per fare politiche distensive.

Nowruz in Italia

Festeggiato in maniera imponente dall’esigua comunita’ iraniana che vive nel belpaese, in Italia arriva esattamente alle 17:15 e 28 secondi (ora italiana) di martedì 20 marzo 2018 (l’istante preciso dell’equinozio). Nelle grandi citta’ (Roma e Milano), i ristoranti persiani offrono menu speciali per la notte della vigilia con eventi, raduni e discorsi sul Nowruz. Quest’anno e’ diventato trend per gli iraniani piu’ ricchi fare il viaggio di Nowruz in Europa, e l’Italia e’ una delle mete predilette. Su FB la pagina “Amici della Persia”, in italiano, e’ in questi giorni una fonte di foto, video, e spiegazioni sulla festa arcaica persiana.

Una nota e vecchia poesia persiana e’ il miglior modo per spiegare la sensazioni delle persone che nel mondo, festeggiano questa ricorrenza: “Il cielo blu, le nubi bianche, le foglie verdi del salice, l’odore dei narcisi, il ballo del vento, il canto entusiasta dei colombi allegri, pian pianino arrivera’ la primavera, beato questo tempo”.

Davood Abbasi